"Il Codice Da Vinci": il film

Sull’entusiasmo dell’aver letto il best seller di Dan Brown, che riconosco di aver letto per colpa della moda, sono andato al cinema a vedere il tanto pubblicizzato film.
La critica l’ha stroncato fra risatine e smorfie, il pubblico del Festival di Cannes – dove ha debuttato – l’ha accolto con un solo minuto di applausi. Ma come previsto ha sbancato i botteghini fin dal primo giorno. Chi è andato a vederlo mi ha detto che era fedele al libro e addirittura lento. Non la penso così.
Il film non è per nulla lento, anzi, gli eventi sono rapidamente rovesciati sullo schermo dando quasi la sensazione del “a casaccio”, e che dura 2 ore e mezza! Si può obiettare che gli eventi e i particolari siano tanti da mettere in un film solo, ma preferisco la politica del “dura tanto” che del taglio.
Non penso che gli attori siano stati scelti bene: apprezzo Audrey Tautou, ma ha fatto più la figura dell’inespressivo tronco d’albero che dell’attrice che debutta alla grande ad Hollywood; Tom Hanks è bravissimo, ma non era il film adatto a lui.
La fedeltà al libro credo sia essenziale, non come i soliti film che sono brutti rispetto al romanzo dal quale sono tratti, e questo purtroppo non sfugge alla categoria. Partendo dal principio: Langdon non veniva prelevato da una conferenza, ma dalla propria camera d’albergo. Sempre lui, criticava molto la Smart della Neveu, ma nel film nemmeno una misera battuta. La caccia agli indizi che porta alla scoperta casuale della chiave con il giglio, nel libro è entusiasmante, ma nel film è superpilotata, senza suspance. Non una parola è stata sprecata per l’orologio di Topolino di Robert. Alla fine del libro Langdon e Sophie si baciano, all’imbrunire, dov’è finita questa cosa? Ma ecco la cosa assolutamente inaccettabile e più pesante: DOVE E’ FINITO IL DOPPIO CRIPTEX? Nel libro veniva aperto il primo con la parola “sofia” e dentro si trovava il secondo, che si sbloccava con “apple”, ma nella pellicola sono stati in pratica inglobati, aprendo il primo con la combinazione del secondo. Imperdonabile.
Di sicuro mi sono dimenticato diversi particolari più piccoli, ma per me bastano questi. Mi aspettavo meglio.
Parliamo della bibliografia di Dan Brown:

  • “Digital fortress” (1998, in via di traduzione in italiano, uscirà a Natale 2006)
  • “Angeli e demoni” (2000, in italiano 2004)
  • “La verità del ghiaccio” (2001, in italiano 2005)
  • “Il Codice Da Vinci” (2003)

e il prossimo sarà “La chiave di Salomone”, pare sarà ambientato in Medioriente e riguarderà la Massoneria. Waiting…

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