Indiscutibilmente emozionanti: Baustelle

Quando li ho sentiti per la prima volta – o meglio visti, perché in tv passava il video di “La guerra è finita” – mi sono sentito dire da Lisa “Beh, hai scoperto l’acqua calda”. Può essere, ma in ogni caso da quel momento li sto apprezzando molto.
Si chiamano Baustelle, che in tedesco significa “lavori in corso”. Sono un gruppo nato in Toscana ma dalla chiara impronta culturale milanese.
Nei loro pezzi si sentono influenze da molti generi musicali, dalle colonne sonore dei film pseudo-polizieschi italiani degli anni ’70, alla new wave, addirittura l’elettronica, mischiata a testi d’autore, richiami alle loro esperienze, immagini classiche della cultura italiana dai ’70 in poi, atmosfere che mi hanno sempre affascinato, ma che non ho conosciuto direttamente per questioni puramente cronologiche.
La formazione di Francesco, Rachele, Claudio e Claudio (foto sopra) – orfani di Fabrizio, uno dei fondatori che ha lasciato il gruppo recentemente – nasce a metà degli anni ’90, e dopo la classica gavetta pubblicano il loro primo album su etichetta indipendente nel 2000, “Sussidiario illustrato della giovinezza”, che ha raccolto molti riconoscimenti; poi, nel 2003 esce il secondo disco, sempre da indipendenti, “La moda del lento”, dal quale creano anche 2 video; infine nel 2005 esce “La Malavita” (copertina a lato), dopo il loro contratto con la major Wea, per il quale i più puristi tra i fans storcono il naso, ma io inizio a conoscerli con questo LP (termine vetusto ma che mi dà sempre la sensazione di “elevatezza” e serietà della musica), con i singoli “La guerra è finita” e “Un romantico a Milano”. Sono stati anche al Festivalbar quest’estate.
Ora, avrei scritto altri dati e curiosità, ma sarebbero cose assimilate da molti siti che parlano di loro e riversate sul blog. Non mi è andato di farlo per il semplice fatto che sono soltanto l’ultimo arrivato tra i loro estimatori.
Come ultima cosa, sottolineo la loro bravura sul palco, dopo averli visti a Trento all’auditorium S. Chiara: hanno una musicalità ricercata e dalla grande personalità. Se siete in un periodo di interessamento “alternativo”, ve li segnalo, meritano tantissimo. Il loro sito è www.baustelle.it

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