Le avventure utontiche – Num. 1

È quasi finita la mia seconda settimana di lavoro come assistente di laboratorio tecnico in due istituti comprensivi, ossia due scuole medie e diverse elementari. Devo riconoscere che pian piano mi sono e mi sto abituando ad alzarmi presto la mattina, anche se non mi piace farlo in ogni caso.
Avevo promesso che avrei scritto qualcosa tipo “Le avventure utontiche“, ossia qualche piccola chicca su errori per noi davvero grossolani ma fatti sempre in buona fede da chi non è dentro fino al collo nella tecnologia. Ergo, prima edizione!
Il Proiettore Maledetto
Alle medie mi dicono di andare in una scuola elementare del comprensivo a controllare l’installazione del proiettore per la lavagna multimediale. Prima di andare provo questo normalissimo proiettore Acer, visto che c’era stato riportato con l’accusa di non accendersi nemmeno: colleghiamo alla presa, funziona. Uhm.
Arrivo alla scuola, la maestra referente mi accompagna nell’aula, mi fa vedere un quadretto elettrico temporaneo – una presa con un interruttore – che fornisce corrente al proiettore, fissato ad una staffa sul soffitto. «Le prese le ho collegate tutte io, funzionano tutte così!», la maestra va in classe a seguire i pargoli della nuova generazione.
Salgo sul tavolone centrale per appendere l’apparecchio. Non essendo alto (sì, ridete ridete) prendo anche una sedia, alla faccia delle leggi sulla sicurezza al lavoro. Lo avvito al supporto mentre richiamo un mese buono di santi del calendario, collego VGA input, alimentazione. Scendo dal tavolo, alzo l’interruttore: niente. Avrà pure collegato tutto, ma qua platealmente non arriva la corrente.
Mi avvicino al fantomatico quadretto elettrico: l’interruttore è su, una spina è inserita nella presa, «…e questa è quella che va su al proiettore» mi aveva detto. Controllo. Seguo il cavo, che si incasina in mezzo ad altri, non demordo e arrivo all’altro capo. Ossia il quadretto elettrico. Li aveva attaccati in maniera circolare, splendido. Sposto la spina in un’altra presa, MIRACOLO! Segnatelo, un giorno potrebbe servire per la mia santificazione.
Il CD testardo
Stessa maestra di prima, so cosa aspettarmi. «Dovevo mettere dei files su un dischetto…» che è un CD, ma vabbè, «…ma mi dice “Inserire un disco nell’unità”, eppure è vergine, appena aperto!».
Guardo il CD, un normalissimo CD-RW, non è scritto. Lo inserisco nell’unità, non lo vede. Poi guardo meglio la macchina in questione, uguale a tutte le altre del laboratorio: Pentium 800 MHz, lettore CD 52x. E ho detto lettore.

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