Principio di ovvietà

cone
Sto andando a casa di Lisa, quando iniziamo a scriverci:

Lisa: passi a prendere il gelato?
Oskar: va bene, che gusti?
L: coppetta fior di latte con la panna
O: amore prendo la vaschetta, non le coppette…
L: fanno anche le coppette
O: SÌ, MA SONO SCOMODE DA PORTARE IN GIRO (ero in auto, ndNRK)
L: se sei nervoso non prendertela con me
O: non sono nervoso, mi appello alla tua logica semplicemente
L: le incartano e le mettono in borsa…

Prendo le coppette per nulla convinto, sarà che devo rimontare in macchina per arrivare da leì, sarà il caldo che c’è fuori, mah. Arrivo, consegno le coppette. Si apre il cartoccio, inizia a gocciolare. Chiaro.

O: visto?!
L: perché non hai preso la vaschetta?
O: …perché tu volevi le coppette!
L: ma se reputavi fosse meglio prendere la vaschetta perché non hai preso quella?
O: perché altrimenti ti incazzavi!
L: tanto stiamo litigando lo stesso!

…impeccabile. Ammetterà mai che avevo ragione? …ovviamente è una domanda retorica.
Photo: amyvanepps su flickr

5 pensieri riguardo “Principio di ovvietà”

  1. Alla fine ho comunque vinto io… il gelato mi è arrivato in una coppetta pulita (visto che l’altra era impiastricciata dal gocciolamento) e l’ho gustato comodamente sdraiata a letto 🙂 grazie amore

  2. Ah che bello nell’attesa che riprenda Gossip Girl (il primo settembre ragazzi…) mi godrò qualche nuova puntata della versione 2.0 di “Casa Vianello”
    :p

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