Lenovo Yoga Book C930, la mia recensione

Quest’estate, in qualità di Lenovo Champion, ho partecipato al concorso #MyC930Postcard e grazie a questo video ho vinto lo Yoga Book C930.

Lo Yoga Book C930 è un “convertibile”, un notebook 2-in-1 da 10,8″, con la particolarità di non essere dotato di tastiera fisica. Lì dove te la aspetteresti c’è… uno schermo e-ink!

Avevo potuto interagire con la prima versione di questo prodotto la durante la mia partecipazione al MWC2018 e me ne ero innamorato, dopo aver appreso della sua evoluzione – al posto dello schermo e-ink c’era l’equivalente di una tavoletta grafica dove appariva la tastiera – mi è piaciuto ancor di più. Dopo un paio di mesi di prova posso finalmente dire cosa ne penso, dalle prime impressioni ad una serie di pro e contro.

Specifiche tecniche

La versione che ho è così configurata (dati presi dalla pagina ufficiale):

  • processore Intel Core i5-7Y54 di settima generazione
  • sistema operativo Windows 10
  • scheda grafica Intel HD 615
  • 4GB RAM LPDDR3
  • SSD 256GB PCIe
  • schermo touch IPS QHD (2560 x 1600) da 27,43 cm (10,8″)
  • schermo touch Flexible E Ink Mobius Full HD (1920 x 1080) da 27,43 cm (10,8″)
  • 2 altoparlanti con Dolby Atmos
  • WiFi 802.11 a/b/g/n/ac, dual channel
  • Bluetooth v4.2
  • sensore di impronte digitali Windows Hello
  • accelerometro, sensore di luce ambientale, sensore con effetto Hall
  • 2 USB 3.1 Type-C di prima generazione
  • slot per schede microSD/SIM
  • stilo Lenovo Active Pen 2

Prime impressioni

Sembra un piccolo quaderno. Di sicuro ad una prima occhiata non ci si rende conto della versatilità che può avere questo oggetto.
La cerniera ha lo stesso sistema di piccoli ingranaggi in 8 punti, lo stesso della prima versione del device, che io esteticamente adoro.
Ai lati si possono notare le due prese USB-C (una per parte), gli altoparlanti, il carrellino con gli slot per SIM e microSD, il tasto accensione e i tasti volume, il minimo indispensabile. Non c’è una presa jack audio per cuffie e microfono, come ormai è abitudine per molti device (soltanto noi anzianotti ci badiamo ancora).

La prima apertura è un’emozione: toc toc. Bussando sul notebook infatti un meccanismo magnetico apre il coperchio di mezzo centimetro, giusto per permettere il sollevamento.

Fa un po’ impressione inizialmente non vedere la tastiera, lo ammetto. Al suo posto c’è lo schermo e-ink, touch e con supporto per stilo come il principale, che invece è di tipo IPS QHD.

Una volta acceso, beh, è un notebook. Appena sopra lo schermo e-ink troviamo il lettore di impronte digitali compatibile con Windows Hello. All’inizio spesso non riconosceva l’impronta ma un aggiornamento driver ha risolto la questione per la maggior parte dei tentativi. Una volta entrati possiamo tranquillamente navigare, occuparci di documenti, usufruire di contenuti multimediali. Non è fatto sicuramente per il gaming o per operazioni computazionali pesanti. Si sente il limite dei 4 GB di RAM, se l’avessi acquistato avrei probabilmente optato per la versione da 8.

Tramite il tasto virtuale in alto a destra dello schermo e-ink è possibile configurare la tastiera: suoni, feedback aptico, stile, lingua, sfondo quando spento. Proprio entrando nelle impostazioni si nota che questo schermo può essere tastiera con touchpad, tavoletta grafica, schermo touch dove disegnare (con la Lenovo Active Pen 2 in dotazione o con le dita) ed e-book reader con supporto a formati epub, mobi, pdf e txt. Quando si chiude il notebook in modo da usarlo come tablet lo schermo e-ink si spegne e per riattivarlo bastano due tap.

Pro

La versatilità di questo device è sicuramente un punto di forza: è un notebook da 10,8″ che diventa tablet, tavoletta grafica ed e-ink reader. Il design molto semplice, con l’accento più “ingegneristico” della cerniera, mi ha conquistato a prima vista. L’apertura toc toc è sempre simpatica, anche se è possibile ottenere lo stesso risultato tenendo premuto il tasto volume.

A livello multimediale sono positivamente sorpreso dal comparto audio, mai avrei pensato che un device così compatto potesse offrire un suono così buono, nitido e dall’effetto fortemente stereoscopico.

Concentrandomi invece sullo schermo e-ink sono colpito dalla tastiera: la scrittura è precisa, il feedback sonoro e aptico – configurabili – danno una buona impressione di interattività. Non ci farei una sessione di programmazione di 8 ore ma per scrivere qualche mail e navigare non si prova nessun disagio. Mi piace il fatto che in modalità appunti venga lanciata una versione di Microsoft Whiteboard, con le funzionalità di supporto nel disegno (aiuta a fare le forme geometriche che si abbozzano). Quello che si disegna si può salvare, basta usare la funzione di copia e poi incollare in altri software sullo schermo “normale”, basta un Paint. Si può anche copiare quello che si vede sullo schermo normale come contenuto della whiteboard in modo da poterlo ad esempio annotare. Tocco di classe: è possibile appoggiare magneticamente la Lenovo Active Pen 2 sul coperchio chiuso.

Ho letto che inizialmente la funzionalità ebook reader supportava solo pdf e leggeva da una sola cartella del sistema, è bastato applicare l’aggiornamento firmware di marzo 2019 per avere il supporto ai formati epub, mobi, txt e avere la funzionalità di navigazione tra le cartelle.

Contro

Il primo punto d’attenzione non riguarda direttamente il prodotto e Lenovo ma il sistema operativo: la modalità tablet di Windows 10 può non essere intuitiva e a volte può disorientare ma pare che in Microsoft lo sappiano e stiano lavorando per renderla più comoda.

La prima volta che ci si trova ad usare il notebook al buio ci si accorge che lo schermo e-ink non è retroilluminato, il che comporta che la tastiera sia poco o per nulla visibile. Da evitare quindi questo tipo di scenario, alla bisogna c’è sempre la tastiera virtuale di Windows.

Nelle specifiche sul sito si legge che la batteria dovrebbe durare fino a poco più di 8 ore e mezza per un “normale utilizzo”, io non sono arrivato oltre le 5, ma questo parametro `è relativo all’uso che si fa del device, se ci si dedica molto all’utilizzo dello schermo e-ink per leggere è chiaro che il consumo sarà inferiore e quindi la durata maggiore.

Suggerimenti e desideri

Cari sviluppatori Lenovo, mi permetto di darvi un paio di idee, sperando di essere ascoltato.

Come ho detto quando si usa il notebook in modalità tablet, ossia si piega in modo che si abbia lo schermo a colori davanti e quello e-ink dietro, quest’ultimo si disattiva. Si può tornare ad usarlo se si torna in modalità notebook o se si fanno due rapidi tap sullo schermo. Ecco il punto: basta tenere il device in mano come se fosse un tablet per fare involontariamente due tap sullo schermo e-ink, così si vede lo schermo a colori spegnersi senza apparente motivo per poi capire che in realtà si è passati in modalità ebook reader.
Sarebbe bellissimo avere una opzione per escludere la funzione di “attiva con due tap”, lasciando magari acceso il tasto delle opzioni e-ink in alto a destra per riattivarlo volontariamente.
Basterebbe un aggiornamento firmware per farmi felice, come quando avete introdotto la navigazione a cartelle e il supporto a più formati di file per l’ebook reader.

Inoltre, la collaborazione tra Lenovo e Amazon ha portato su alcuni modelli di notebook l’assistente Alexa, sarebbe interessante portarlo anche sullo Yoga Book e magari non solo negli Stati Uniti.

Infine, perché non interfacciarsi sempre con Amazon per una versione della app Kindle utilizzabile sul nostro schermo e-ink, visto che già esiste quella per Windows da usare sullo schermo normale?

Grazie Lenovo

Non posso che ringraziare Lenovo, in particolare Lenovo Italia, per questo fantastico prodotto!

Come forzare un aggiornamento di Windows 10 e scovare errori di installazione

Non l’ho sbandierato molto ma negli ultimi due anni sono tornato a Windows, più che altro per lavoro.

Recentemente mi sono impuntato a voler installare il Windows 10 October 2018 Update, tormentato aggiornamento a Windows 10 versione 1809, prima ritirato a causa di un piccolo bug (niente di che, gente che perdeva la cartella Documenti…) e poi nuovamente reso disponibile. Il mio unico obiettivo era puramente estetico, volevo Explorer con tema scuro.

Nonostante i miei controlli giornalieri Windows Update non mi proponeva l’aggiornamento. Il sistema infatti ora – e finalmente – controlla eventuali incompatibilità prima di proporre un’aggiornamento, questo per evitare l’interruzione e il rollback durante l’installazione. Ma non sarebbe stato solo questo a fermarmi, no?

Ho così scaricato e lanciato il tool Assistente aggiornamento Windows 10. Il tool scaricava i dati, diceva di star facendo l’installazione, riavviava ma in realtà non aveva fatto un bel niente. Ho scoperto poi che più fonti suggeriscono di evitare questo tool.
Meglio usare invece il Windows 10 Media Creation Tool, con il quale è possibile creare un supporto esterno per installare il sistema operativo oppure eseguirlo direttamente sulla macchina. Perfetto, proviamolo. Dopo aver scaricato i dati partiva con l’installazione e regolarmente si fermava al 12% adducendo la seguente scusa:

0x800F081F – 0x20003
This installation failed in the SAFE_OS phase with an error during INSTALL_UPDATES operation

Il codice di errore appare per la presenza di più tipi di problemi. Ho così usato SetupDiag, uno “strumento di diagnostica autonomo che può essere usato per ottenere informazioni dettagliate sul motivo per cui eseguire l’aggiornamento di Windows 10 non è riuscito”. Ecco cosa si poteva notare nei log generati:

Failure Data: Last Phase = SafeOS,Start, Last Operation = Add [1] package C:$WINDOWS.~BT\DUImageSandbox\Microsoft-OneCore-DeveloperMode-Desktop-Package~31bf3856ad364e35~amd64~~.cab, Error = 0x800F081F-0x20003

Rapida ricerca e mi imbatto in questo thread su reddit che parla esattamente del mio problema e dove l’utente zippadiu ha trovato la soluzione: basta andare su Impostazioni > App > App e funzionalità > Gestisci funzionalità facoltative e disinstallare Windows Developer Mode.

Il pacchetto Windows Developer Mode si installa quando si attiva la Modalità sviluppatore da Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Per sviluppatori, necessaria se si vuole installare il sottosistema Linux e successivamente la Ubuntu dentro Windows, cosa che ovviamente ho fatto.

Probabilmente l’aggiornamento non mi veniva proposto proprio perché avevo quel pacchetto installato. In ogni caso una volta eseguito l’aggiornamento – nel mio caso possiamo tranquillamente dire forzato – si può reinstallare il Windows Developer Mode.

PS: su un altro PC ho usato l’Assistente aggiornamento Windows 10 che ha svolto il suo compito come ci si immaginava, certo, però l’ha fatto male: il sistema è stato in qualche modo sporcato e avevo continui problemi nella riproduzione di video e audio, sia online che in locale, blip e stop improvvisi.
Consiglio quindi caldamente di usare il Windows 10 Media Creation Tool se proprio volete forzare un update.

Firefox Vs Chromium, arbitra Flash

Ieri sera ero su Megavideo pronto a vedere un film, clicco play e Firefox diventa grigio, chiaro segnale da parte di Compiz che il programma è freezato. Dai su, non ho tempo da perdere, kill e riapro, torno sul player, stesso giochetto di prima.
Alquanto infastidito apro Chromium – il progetto sul quale è basato in tanto pubblicizzato Google Chrome – che tengo aggiornato attraverso i repository PPA per Ubuntu. Qualche giorno fa, dopo aver letto su Pollycoke che Chromium Dev Build su Linux supporta finalmente Flash, ho creato quel semplice link simbolico per sfruttare il plugin di Firefox anche sotto il browser di BigG. Data l’attuale instabilità di questo browser sul pinguino non avevo molte speranze, e invece non ha fatto una piega, ho visto tutto il film senza alcun rallentamento o scatto.
Per un grande sostenitore del Panda Rosso e del Pinguino come il sottoscritto è abbastanza deprimente ammettere che Firefox sotto Linux è sicuramente più lento e pesante che sotto Windows. E sinceramente le prestazioni del motore JavaScript non sono poi così tangibili. In più l’esasperante pesantezza dell’ultimo periodo mi ha portato anche a cancellare il profilo, con quello nuovo sembra andare leggermente meglio. Aspettiamo una release un po’ più stabile di Ubuntu 9.10 Karmic Koala e l’estensione per la perfetta integrazione con Ubuntu che ora non c’è ancora, sperando che la situazione migliori.