Elio e Le Storie Tese? Live!

Sabato sera ho avuto la possibilità di assistere – davanti al palco – al concerto di Elio e Le Storie Tese, a Tione di Trento. E’ stato un buon concerto, che fra i loro pezzi migliori e le gags (Rocco Tanica è stato presentato come Ematocrito, parlava utilizzando un effetto che gli manteneva la voce piatta e la modulava tramite una tastiera) ha fatto cantare tutti. Mi sono mancati un po’ di pezzi, come “TVUMDB” “Alfieri” o la commercialissima “La Terra dei Cachi”, ma il livello è stato ottimo con “Tapparella” “Cara ti amo” “John Holmes” “Servi della gleba” e altri.
In più complimenti per l’idea del “CD brulè”: a fine serata nello stand delle magliette 30 masterizzatori hanno sfornato, in più turni, i CD del concerto appena terminato. E ce l’ho, grazie!

Il rock non è morto

Abbandoniamo le discussioni sulla politica che tanto non portano assolutamente a nulla, in Italia c’era il caos, c’è e sempre ci resterà. Parliamo di cose serie, parliamo di musica. Io ci vivo con la musica, e come tutti ho i miei gusti. Non è vero che se uno è DJ ascolta solo dance, house, techno, hard style, afro o altro. Anzi, in questo periodo ascolto tutt’altro, e si sente probabilmente anche dalle mie scalette in “I wanna play”.
Quello che più davvero mi coinvolge in questo periodo è il genere definito indie: è la contrazione del termine inglese independent è fa riferimento a tutto ciò che in campo artistico è al di fuori dell’orbita delle grandi industrie del settore; in tempi recenti, per indie si intende solitamente identificare un filone musicale che tende a recuperare aspetti sonori tipici degli anni 80, in particolare della new wave (thanks to wikipedia).
Mi sto dedicando all’ascolto delle band più famose di questo filone musicale: The Libertines, Babyshambles (rispettivamente l’ex band e l’attuale gruppo di Pete Doherty, ex fidanzato di Kate Moss anch’esso coinvolto in giri di coca e il cielo solo sa cos’altro), Franz Ferdinand, Kaiser Chiefs, The Killers, Arctic Monkeys, ma potrei inserire anche Bloc Party, The Dead 60’s, The Delays, The Editors, e allontanandosi un po’ anche i Morningwood. Non mi piacciono molto i The Hives ad esempio, ma conoscendoli meglio potrei ricredermi.
Per oggi, come ha fatto il mio amico Fe – ecco il suo blog, e scusami non era mia intenzione copiarti! – consiglio l’album “You could have it so much better” dei Franz Ferdinand. Cliccate la copertina per visitare il loro sito ufficiale. Una curiosità : il cantante Alex Kapranos cura una rubrica gastronomica sul giornale The Guardian (in Italia appare sul settimanale Internazionale.)
PS: non chiedetemi perché non ho linkato ogni gruppo al sito ufficiale, ci avevo anche pensato, ma ha prevalso la linea del “esiste Google, ed è pure il Meglio, si può usare…” 🙂

Elezioni politiche 2006

In TV, sui giornali, nelle radio (e anche su Radio Digi-One ove sapete che lavoro) impazza la campagna elettorali, sottoforma di comparsate, spot autogestiti, frasi infelici e la solita ironia strumentalizzata.
Io non sono mai stato appassionato di politica. Ok, nei primi anni di Liceo mi ero fatto qualche idea (e il nickname NRK ne è una traccia, che però ha perso il significato originale, chi vuol intendere intenda), ma poi avevo abbandonato le ideologie, trascinandomi dietro solo i pareri morali personali.
Sarà il clima politico infuocato, ma mi sto perdendo nella campagna elettorale. Ho inziato a guardare i dibattiti, sia quelli “asettici” cronometrati, sia Matrix, Porta a porta, Ballarò et similia. Non reggo più di mezz’ora, chiaro, ma mi informo.
Poi, grazie al mio amico Mikel, ho scoperto il sito www.voisietequi.it ove è possibile fare un test esprimendo il proprio parere su questioni “chiave” dei programmi elettorali, e ottenere una mappa che indica a quale partito siete più vicini. L’ho fatto: mi ha confermato quello che pensavo.

Elezioni 2006. Io sono qui. E tu dove sei?