Posso?

Il tutto è nato da una visita proprio qui di Lisa, e mentre parlavamo in chat se n’è uscita con una certa frase. Solo dopo aver riletto ho intuito la portata della battuta, che si merita dritta dritta un post sul blog.

Oskar: grazie per la visita 🙂
Dulse
:
controllavo che avessi scritto qlcs di interessante
Dulse
:
ma c’è solo la menata del fatto che avete perso
Oskar
:
e del fatto che l’italia sembra disegnata sul programma della loggia massonica Propaganda 2..
Dulse
:
non lo hai affrontato granche…
Oskar
:
lo so
Oskar
:
ma nn sono mica un giornalista
Oskar
:
potrò scriver quello che voglio no? 🙂
Dulse
:
eh…non so se adesso puoi scrivere tutto quello che vuoi..

L'Italia censura i bloggers

Non c’è limite alle cazzate: il Consiglio dei Ministri ha discusso una proposta, approvata senza che nessun ministro abbia avuto da ridire (Emma, mi deludi): secondo loro chiunque abbia un blog o un sito deve registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. In questo modo per poter avere uno spazio web si dovrà avere il beneplacito del ROC. Questa proposta ora dovrà passare per tutto l’iter parlamentare, discussioni alla Camera, al Senato, blablabla. Non è ancora quindi in vigore. Possiamo fare qualcosa?
Insomma, il successo di Beppe Grillo li ha infastiditi a tal punto che vogliono censurare il 99% dei bloggers italiani. Questa è una VERGOGNA.
L’informatica non è il loro punto forte: prima promettono di favorire l’opensource, poi fanno accordi con Microsoft. Ora puntano ad imbavagliare nella Rete le voci che non vogliono sentire. E’ uno dei segnali che identifica un regime.
Per questo vi invito a cliccare sul banner e firmare la petizione “Salviamo Internet. No alle tasse e alla legge Levi-Prodi“.

Visto che al Governo c’è il centrosinistra qualcuno potrebbe dire «ecco, allora sei di destra»: no. Non sono di destra. Non sono di sinistra. Non sono di centro.
Sono contro la censura, contro politicanti che vogliono solo la poltrona, persone che noi mettiamo lì a sedere e poi ci ignorano e zittiscono. Sono nostri dipendenti, che però fanno quello che vogliono. VERGOGNA.