Non storia, ma Leggenda

E così sabato, o meglio domenica alle 8 di mattina, siamo usciti dal Maracaibo. Lo abbiamo chiuso, assieme a Paolo e Michele. Eravamo stanchi morti, qualcuno ha anche versato qualche lacrima durante la serata. Ma non poteva finire lì, così tutti a fare colazione. E sono arrivato a casa alle 10:20.
Beh signorine, signore e signori, è finita un’avventura in cui da poco ero tornato, e questo non semplifica le cose, sinceramente mi dispiace ancora di più.

Ecco il discorso di apertura della serata:
Maracaibo! Ascolta.
Corrisponde a verità quello che avete saputo. Il Maracaibo Disco chiude. E non parliamo di restyling o di fantomatiche gelaterie. Il Maracaibo Disco chiude. E’ vero, ci sono state chiacchiere varie, ma quando poi succede è tutta un’altra cosa. E’ stato un fulmine a ciel sereno, per tutti. E siamo all’Ultima Notte.
Chiedete perché? Beh, quando passerete qui sotto, e ci saranno diversi appartamenti al posto delle nostre vetrate, lo capirete. Non è dipeso da noi, non dipende da noi, e per questo fa ancora più male.
Fra queste pareti sono passate molte generazioni, fin dagli anni ’60. Possiamo ricordare il Bambù, il Moulin Rouge, l’Apres. E’ possibile che alcuni di voi siano qui perché i propri genitori si sono conosciuti proprio qui, dove siete adesso.
Alla fine degli anni ’90 entrano in scena Paolo e Michele, con il ciclo Café Latino (con ospite il Kaos), Jamila, Maracaibo. E con loro Ale C. Ci hanno messo anima e corpo, perché tutto funzionasse al meglio. Per il vostro divertimento. Mi pare che il minimo gesto simbolico per ringraziarli sia il miglior applauso che potete fare…

C’è chi ci ha voluto bene, chi ci ha voluto male, chi ci ha chiamati “Maracaibo”, chi “Maragabibbo” o con altri nomignoli. Ma ce ne siamo fregati delle brutte cose, e siamo sempre andati avanti, a testa alta, e ne siamo fieri. Infatti nel flyer di questa settimana abbiamo ringraziato tutti quelli che hanno lavorato con noi. Salutiamo chi ci ha voluto bene, chi ci ha voluto bene e poi male, e anche chi ci ha voluto male.
Ed ora, Signorine, signore e signori, è arrivato il momento. L’Ultima Notte del Maracaibo. La Notte più lunga, la Notte senza fine. Dopo questa ultima volta toglieranno questi muri, il nostro corpo, all’anima che voi, che noi formiamo, e facciamo vivere. Stanotte vogliamo vedere un’esplosione di divertimento, di vita, per onorare degnamente ciò che siamo stati e che siamo.
Siete con noi???

Maracaibo, non lo dico solo per far il figo o come frase di circostanza, lo facciamo davvero: siete pronti a fare afterhour con noi?

In questo momento Ale C in console, Oskar from Radio Digi-One alla voce… Con noi Vivaldj, Santu DJ, Andre Hof, Matteo P, alle luci Robertino…
Onoriamo la differenza tra voler fare la storia e diventare Leggenda!

ADDIO MARACAIBO DISCO

Stava iniziando la serata, ci stavamo caricando per un’altra notte degna del locale, quando Ale C mi dice che mi deve parlare. Nel nostro “privé” arriva subito al dunque, “Sabato prossimo è l’ultimo, il locale chiude”. Un fulmine al ciel sereno che squarcia la serenità e l’affiatamento che ormai ci univano come mai prima. Lavorare tutta la sera con questo peso dentro non è facile.
Poi i responsabili, a fine serata, danno la notizia a tutto lo staff. Uno schiaffo dolorosissimo. E il giorno dopo la notizia a quelli che ci mettono la faccia fra la gente, i PR. C’è chi la prende abbastanza bene, chi sente un fastidioso magone salire su per la gola, perché per anni ha lavorato per il bene di quel posto, che non sarà mai più lo stesso. Mai più.
Riva del Garda perde un pezzo pregiato della storia del proprio divertimento. Quello che è stato Moulin Rouge, Apres, Café Latino, Jamila e Maracaibo chiude i battenti. Pare che sarà sostituito da un numero non ben definito tra 6 e 9 appartamenti. E i giovani?
Sabato 25 marzo 2006 sarà la notte Evento 2006, la notte più lunga, e non la faremo finire mai…! Tutti quelli che in un modo o nell’altro, in un periodo o nell’altro, sono stati a divertirsi fra quei muri devono venire. Possono togliere il corpo al Maracaibo, ma l’anima che esplodeva al suo intero resterà, per sempre, e non morirà mai.
Grazie Paolo, grazie Michele, grazie per tutto.

Maracaibo: ecco com'è

Dopo aver lavorato al Maracaibo nei venerdì dell’estate 2004 ci sono tornato, da inizio febbraio di quest’anno domini 2006. Girano molte voci sul locale, per ogni aspetto. Come succede per tutti i locali. Beh, io ci sono dentro, e dico le cose come stanno.
La gente – Si vocifera tanto sull’età media dei clienti, ma provate ad esserci un sabato sera e vi accorgerete che la fascia non è così bassa. Non sarà una media di 30 anni, ma di sicuro è più di 16 o 18, e tutti quelli che ci sono si divertono davvero, dall’inizio alla fine della musica, e anche oltre se non dovessimo fermarci per l’orario.
La direzione – Chi gestisce il locale è cordiale, sempre di parola e chiaro nel parlare, senza giri di parole o peli sulla lingua, e anche se la mia esperienza è sempre stata solo di “dipendenza” e non di organizzazione penso sia così che si porta avanti un locale. Si dice una cosa e si mantiene la linea, se ci sono cambiamenti si dicono, se non va qualcosa lo si dice chiaro e tondo. E tutto il mondo dovrebbe funzionare in questo modo. Li ringrazio di essere così.
Lo staff – Lo staff è unito, ma più che altro parlo di quello artistico. Sono stato sempre convinto che sparlare non serve a nulla, a parte far percepire la tensione alla gente e rovinare le serate, istantaneamente o deteriorandole col tempo. Noi rispettiamo quest’idea, e non solo: chi fà da anni il proprio lavoro segue chi inizia, e chi lavora da meno apprende in modo molto umile, e impara in fretta. Se e quando qualcuno ha bisogno di una mano c’è sempre chi gliela dà. Così si lavora, si collabora, si convive in un locale.
Non vuol essere uno spot pubblicitario, bensì un chiarimento.